storia della villa

Dall'edificazione a oggi 

Gli Obizzi risultano essere proprietari di fondi, e relativi edifici agricoli, nel comune di Bottaiano già dal 1554. Fu solo alla fine del 1600 che si diede inizio alla costruzione della villa, per volontà di Giò Matteo Obizzi, nobile consigliere della città di Crema. La villa venne terminata nel 1702, come risulta da due epigrafi poste sull’edificio.

La proprietà della villa passò dagli Obizzi ai Monticelli  nei primi anni del 1800. Con la morte di Vincenzo Monticelli, che sposò Maria Obizzi nel 1816, si estinse la famiglia Obizzi. Negli anni successivi i diversi eredi spogliarono la villa di tutte le suppellettili (compresi splendidi arazzi di Fiandra e  i camini), trasferendoli nella villa di Ripalta Guerina.

Da quel momento la Villa Obizza subì un progressivo abbandono. Nell’area della villa continuava l’attività agricola e l’edificio nobile divenne addirittura deposito  per le derrate agricole, nonostante che, il 13 aprile 1912, l’immobile venisse posto sotto vincolo artistico.

Nel 1927 Luigi Monticelli vende la proprietà ad Emilio Pradoni di Milano.

Dopo i fasti settecenteschi, la villa venne affittata ai conduttori dei fondi, fino agli anni ’50 del secolo scorso. Dopo la guerra, con il boom industriale, villa e terreni subirono le conseguenze dello spopolamento delle campagne. Abitata da un custode fino al 1971, da quell’anno rimase poi  abbandonata, mentre continuava l’attività agricola. Nel febbraio del 1979 il signor Pradoni mise  in vendita villa ed azienda, che vennero acquistate dal signor Remo Invernizzi. Lo stato di trascuratezza della villa non venne però contrastato e nel 1988 crollò una parte del tetto del timpano, causando gravi lesioni ai saloni.

La villa si distingue per il suo intimo contatto con l’ambiente  ma si pone anche come elemento di distinzione nel paesaggio. L’orientamento della villa vera e propria è sull’asse est-ovest.

Davanti alla facciata principale troviamo un giardino di impianto quadrato, a sud una prima corte rustica: all’angolo di questa troviamo l’oratorio di San Michele, presente in loco dall’epoca longobarda e ricostruito grazie al volere di Isabella Vimercati Sanseverino attorno al 1578. A nord della villa esisteva, già dal 1840 circa, una casa di villeggiatura a corte che faceva da pendent.  

Dietro la villa (ad oriente) troviamo la corte rustica principale, agganciata con due corpi minori all’edificio nobile, così da formare la classica U settecentesca (un tempo chiusa con un emiciclo, oggi scomparso e sostituito da una moderna stalla).

A est della villa, di fronte all’esedra d’ingresso, oltre la strada, abbiamo una ulteriore grande corte con edifici rustici di pregio.

 

L'edificio

 La villa vera e propria è composta da un compatto corpo cubico, elevato di tre piani, con una copertura a quattro falde, interrotta dall’alzato del timpano.

La pianta dell’edificio, che si ripete ai tre piani, è molto semplice ed è costituita da un salone passante centrale, due sale quadrate ai due lati, in più un ulteriore spazio ad ovest diviso in tre vani: in quello a sud è stata ricavata la scala, quello centrale fa da atrio e a nord da sala di servizio.  Questo schema di distribuzione degli spazi interni è in linea con i canoni distributivi di numerosissime ville venete.

Le facciate principali, abbastanza simili nella loro composizione, sono segnate dai tre ordini di piani, con una disposizione equilibrata delle aperture, senza particolari soluzioni sia  architettoniche (eventuali loggiati come in altre ville) sia decorative (le cornici delle finestre sono semplici cornici archivoltate).

Elemento peculiare della facciata è il timpano, a sancire la sacralità templare della villa stessa. 

All’interno meritano una citazione:

- il salone d’onore, che in altezza arriva a inglobare anche il mezzanino. È caratterizzato da un imponente soffitto a padiglione, poggiante sulla cornice con contrafforti e quattro grandi pennacchi d’angolo. Al centro un rosone a stucco formato da una circonferenza alla quale si appoggiano quattro triangoli in posizione ortogonale;

- il mezzanino posto in fregio al salone e prospettante nel salone stesso attraverso tre finestrelle simmetriche, a cui si accede da un atrio voltato ad archi ribassati sorretti da due eleganti colonnine;

- il salone posto all’ultimo piano, molto solenne, caratterizzato da un soffitto a cassettoni lavorati (un tempo decorati), di grande altezza dovuta alla presenza del timpano che sopralza il tetto lungo tutto l’asse est-ovest.

 

http://www.amicidivillaobizza.org, Powered by Joomla and Designed by SiteGround web hosting